Progetto di educazione alla cittadinanza globale

Un progetto proposto da ong di cooperazione internazionale, enti pubblici, enti del terzo settore, associazioni di migranti.

Il capofila è Celim Milano. Ne sono partner, insieme a Guardavanti, su tutto il territorio lombardo: Aspem, Cast, Cbm, Coe, Deafal, Il Sole, Mani Tese, Mlfm, Mmi, Pro.Sa, Scaip, Svi, Acea, Altropallone, Colomba, Compagnia Africana, Comune di Brescia, Comune di Milano, Ed-Work, Elikya, Isola Solidale, Project for People, Ruah.

Il progetto è realizzato con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo (AICS) e si svolge nell’anno scolastico 2018/2019 in tutte le 12 province lombarde.

Le attività vedranno in azione 17.600 ragazze e ragazzi tra i 6 e i 25 anni e 1.050 educatori e insegnanti delle scuole e dei centri di aggregazione.

In Provincia di Pavia, Guardavanti coinvolge in particolare l’Istituto Comprensivo di Villanterio in incontri sull’inclusione, l’integrazione e il valore del dialogo e nella realizzazione di eventi e opere di arte pubblica per coinvolgere il territorio.

Gli obiettivi

Realizzare percorsi educativi in 60 località di tutte le 12 province lombarde per favorire l’inclusione: valorizzando le differenze, sviluppando competenze per la soluzione pacifica dei conflitti e favorendo un senso di appartenenza alla comunità.

La metodologia

Per educare i cittadini globali si lavorerà in un ambiente partecipativo favorendo l’interazione anche con l’extrascuola, con il contesto di riferimento e con i diversi soggetti che ruotano attorno alle scuole e ai centri educativi.

Nelle classi e nei gruppi sperimenteremo il coinvolgimento attivo dei ragazzi, degli insegnanti e degli educatori; tecniche di educazione tra pari. Impiegheremo supporti audio e video e tecniche multimediali. Sperimenteremo la disposizione circolare, giochi di ruolo e cooperativi, tecniche di creatività.



PAESE: Italia

  • DESTINATARI: bambini nelle scuole della provincia di Pavia

     

  • PERIODO: 2018 – 2019

     

  • STATUS: Concluso

     

Il progetto

Si intende produrre un passaggio dalla realtà multietnica intesa come normalizzazione della pluralità di presenze, alla costruzione di una società interculturale, centrata sull’esperienza quotidiana dello scambio, del dialogo, del crescere insieme, dove non ci si accontenta di prendere atto di una “normale diversità”, bensì si accoglie l’ipotesi che solo l’apprezzamento di una “diversa normalità” può dare ampio spazio alla realizzazione di percorsi di vita centrati sulla costruzione di sé come soggetti consapevoli, competenti, responsabili, capaci di vivere in un mondo plurale nel quale riversare le proprie doti e capacità.

CeLIM, insieme al gruppo ECG di Colomba e di concerto con gli enti pubblici e il privato sociale, conduce da decenni un lavoro di inclusione e valorizzazione delle diversità, che ha permesso di individuare la scuola e i centri di aggregazione dei ragazzi, come luoghi deputati alla prima accoglienza e alla costruzione di cittadinanza.

L’azione, partendo dai ragazzi delle scuole, dei cag e delle parrocchie – luoghi di istruzione e di cultura e spazi di conoscenza, scambio di esperienze e quindi di produzione di culture nuove – mira a promuovere la cultura di pace e non-violenta e la partecipazione di tutti i cittadini.

L’iniziativa, realizzando percorsi concreti di scambio reciproco, comprensione critica ed educazione inclusiva punta a:

-migliorare e diversificare la capacità di ascolto nei bambini e nei ragazzi, in modo da aumentare la comprensione del valore delle differenze

-fornire ai ragazzi, ai giovani e agli adulti occasioni concrete in cui stranieri e italiani possano stringere legami, conoscersi e valorizzare le reciproche diversità a favore di tutta la comunità.

-costruire una rete territoriale per l’educazione alla cittadinanza globale.

L’ambito educativo di riferimento è la realtà multietnica del nostro Paese: negli ultimi vent’anni la società italiana e le realtà educative hanno visto una profonda trasformazione nella composizione della popolazione, in relazione alla progressiva ed elevata presenza di ragazzi e ragazze con cittadinanza non italiana, sovente coinvolti nei percorsi migratori dei loro genitori, ma, soprattutto negli anni più recenti, nati nel nostro paese.

Si conferma un costante e significativo incremento nelle iscrizioni degli alunni stranieri nelle scuole italiane: si è passati da 196.414 alunni nell’anno scolastico 2001/02 (2,2% della popolazione complessiva) agli 802.844 dell’anno scolastico 2013/14 (9% del totale) mentre nell’a.s. 2015/2016 gli studenti stranieri presenti in Italia sono circa 815.000 con un aumento di 653 unità rispetto al 2014/2015 (+0,1%).

Il contesto territoriale di riferimento è il territorio lombardo, dove l’esistenza di realtà locali (urbane e non) a elevata presenza (oltre il 50%) di minori con origine straniera, comporta problemi in ordine alla formazione di competenze per la gestione dei gruppi e delle classi e per i rapporti con le famiglie.

La Lombardia si conferma come la prima regione per maggior numero di alunni stranieri (203.979 – di cui scuola infanzia 43.090, primaria 78.438, secondaria I grado 40.843, secondaria II grado 41.608), per numero di alunni non italiani nati in Italia (130.002 – di cui scuola infanzia 37.531, primaria 58.572, secondaria I grado 22.380, secondaria II grado 11.519) ma anche per il numero più alto di alunni in generale (1.411.032).

Dati tratti da: rapporti Ismu 2014, a.s. 2013/2014 e seguenti; E. Besozzi (2014); rapporto migrazioni 2016; MIUR marzo 2017.

Le attività realizzate

La favola “E tu chi sei?” di Dino Ticli con le illustrazioni di Gianni Cella – COE Associazione Centro Orientamento Educativo ECC – parla del viaggio che l’Okapi ha fatto alla ricerca della sua identità e, raccontando una storia di animali, ci parla degli uomini. Guardavanti ha usato questo racconto come spunto negli incontri in classe per iniziare a parlare della tematica della diversità. I bambini sono stati coinvolti e catturati dalla storia e questo ha permesso loro di estrapolare i concetti principali del racconto in modo naturale, imparando che non esiste la “specie perfetta”, ma che ognuna è portatrice di ricchezza e che tutte insieme, con le loro diversità, creano armonia. I bambini stessi hanno sottolineato l’importanza del rispetto, dell’inclusione e dell’accoglienza, di guardare oltre le apparenze, di vivere in gruppo ed aiutarsi, di imparare gli uni dagli altri, perchè le differenze ci arricchiscono! Si sono ritrovati tanto speciali e unici quanto uguali e appartenenti alla stessa famiglia. 

Riassumendo, con una frase del libro: “Nessun animale è perfetto, ma tutti hanno un ruolo in questa vita e il mondo non sarebbe lo stesso se ne mancasse uno solo. Ciascuno, nel suo piccolo, può contribuire a renderlo migliore.”  

I bambini hanno anche disegnato i loro personalissimi Okapi in un gioco per comprendere e sperimentare la disuguaglianza: alcuni hanno disegnato in condizioni sfavorevoli (senza banco, senza gomma, senza colori) ed altri invece in una situazione privilegiata con tutto ciò che serviva loro e anche di più. Da questi esperienza ludica hanno ragionato sui motivi per cui qualcuno può essere escluso e hanno trovato modi di integrare ed aiutare queste persone.  

Dagli incontri in classe, abbiamo portato il progetto all’esterno per trasmettere a tutta la popolazione i valori di cui abbiamo parlato con i bambini. Abbiamo lasciato una testimonianza visibile e duratura nei territori con la realizzazione di 5 murales nella provincia di Pavia. I murales sono stati ideati e realizzati con i bambini, protagonisti di questo percorso insieme ai loro insegnanti. 

Durante gli eventi conclusivi con l’inaugurazione dei murales, Guardavanti ha potuto trasmettere alle famiglie dei bambini e a tutta la cittadinanza lo scopo del progetto e l’importanza della diversità rappresentata nell’Okapi. 

Contatti

Il progetto “Come l’Okapi” è coordinato da Celim Milano. Le attività che si svolgono in provincia di Pavia sono coordinate da Guardavanti: per il futuro dei bambini ONLUS.

Nicole Prece
cell.: 3404879487
e-mail: nicole.prece@guardavanti.org